CASSA PRESTANZA, SONO SPARITI 10MILIONI DI EURO. DECARO IN MALAFEDE

“Il Comune di Bari colleziona figuracce planetarie. Il sindaco Decaro che annuncia incarichi a un “avvocato scemo” per perdere cause contro il Comune stesso non solo è imbarazzante ma pure in malafede”. Il consigliere comunale di Bari, Michele Caradonna non la manda a dire: “Il sindaco non è in grado né di fare il sindaco né di fare il presidente della cassa prestanza. Non sa, o fa finta di non sapere, che a decidere sulla gestione della cassa prestanza, è il consiglio di amministrazione che guida lui, non il consiglio comunale o la giunta, che guida sempre lui”.

Nelle scorse settimane la vicenda che ha coinvolto i dipendenti comunali e il versamento del 3% alla cassa prestanza aveva fatto il giro della città ed era finita su tutti i giornali. I dipendenti iscritti alla cassa prestanza, lo sono a vita, e non è possibile astenersi dal versamento della quota pro-capite, salvo pensionamento o morte. “Questo prevede il regolamento: che nessun dipendente può saltare il versamento, mentre la giunta Decaro, per guadagnare consenso elettorale, che aveva fatto? Aveva deciso, unilateralmente, di sospendere i versamenti – senza che il regolamento della cassa lo prevedesse – procurando danni ai dipendenti e all’ente, che adesso sarà chiamato a risarcire! In questi anni, a causa della giunta Decaro non sono stati versati circa 10milioni di euro”.

Fin qui i fatti. “Cosa abbiamo chiesto noi consiglieri di minoranza?”, prosegue Caradonna. “Che venisse applicato il regolamento. E cioè, che non fosse il consiglio comunale a esprimersi, visto che non ne ha titolo, ma il consiglio di amministrazione della cassa prestanza. Cioè, indovinate chi? Decaro. Ma lui – attacca Caradonna – ha deciso di non decidere astenendosi in consiglio. Una posizione, cioè, che non serve a niente e a nessuno. Noi 3 consiglieri di minoranza, invece, abbiamo votato per il ripristino del regolamento, ma il nostro voto non servirà a risolvere la questione, proprio perché non siamo noi a dover decidere. Il sindaco ha portato il consiglio a un atto illegittimo”.

“Allora – conclude il consigliere Caradonna – mi chiedo: perché Decaro si è astenuto se il consiglio non ha titolo? Devo pensare che Decaro non sappia come si gestisca la cassa prestanza?”.

Riepilogando. “La sua giunta ha stabilito la sospensione del versamento. Lui ha violato il regolamento. Lui ha inventato un contributo di 500mila euro che chissà dove prenderà. Lui ha detto che avrebbe incaricato un ‘avvocato scemo’. Lui non sa come si gestisce la cassa prestanza e lui non prende decisioni. Sono stati i consiglieri di minoranza a sollevare il problema, altrimenti nessuno avrebbe saputo nulla!”.

“È assurdo – conclude Caradonna – che un sindaco non sia in grado di prendere decisioni. E ancora più grave, scopro che il sindaco non conosce le regole del consiglio comunale: il sindaco non conosce il regolamento”.

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