SERVIZI DEMOGRAFICI: I DISAGI DELLE SEDI SONO ANCORA PRESENTI

Alcune sedi comunali sono a volte inaccessibili a causa delle numerose barriere architettoniche e l’amministrazione tarda a rispondere alle necessità di dipendenti e cittadini. Il consigliere comunale Michele Caradonna, durante il consiglio comunale del 6 luglio 2017, torna sulla questione ‘barriere architettoniche’ nei luoghi pubblici e interroga l’assessore Tomasicchio: “Già il 20 giugno scorso – riferisce Caradonna in consiglio – avevo chiesto quali fossero i progetti per la ripartizione servizi demografici, quindi l’Anagrafe, nei confronti dei dipendenti, che si erano riuniti in assemblea pubblica dove era stato invitato l’assessore ma anche il sindaco e i dirigenti del Comune di Bari, per far fronte alle necessità evidenziate dai sindacati, dal personale e dal disagio presente in alcune sedi dove vi è una serie di barriere architettoniche”.

“Avevo sottoposto – precisa – all’attenzione di consiglieri, assessori e sindaco la necessità di effettuare un monitoraggio delle sedi comunali per accertarsi che fossero agibili e in regola con le norme di sicurezza. Poi, a seguito di un incontro che i dipendenti avevano chiesto e che i nostri amministratori avevano disertato, ho scoperto che vi sono gravi carenze di personale e che spesso i dipendenti comunali sono costretti a spostarsi da una sede all’altra per sopperire alle carenze. Sicché in occasione del consiglio comunale – prosegue Caradonna – ho ufficialmente chiesto se il personale in servizio sia sufficiente o se sia prevista qualche assunzione, e se – per quelli costretti a spostarsi da una sede all’altra – sia prevista una copertura assicurativa e se gli spostamenti avvengano durante le ore di servizio. Non solo: ho chiesto perché non si assumono nuovi impiegati e non si preveda ancora un bando pubblico per il relativo concorso. E poi ho chiesto perché la prenotazione della carta d’identità digitale sia obbligatoria solo in alcune sedi. Infine perché non sia previsto un servizio vigilanza nonostante le segnalazioni di aggressioni fisiche e verbali ai danni del personale in servizio. Naturalmente – precisa Caradonna – nemmeno una risposta a una solo di queste richieste”. 

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