ORDINANZA BALNEARE – MA DALLA GIUNTA NESSUNA RISPOSTA

Stagione balneare alle porte, il via ufficiale è fissato per domenica 3 giugno, il consigliere comunale, Michele Caradonna (Gruppo misto) chiede al Comune di sorvegliare gli stabilimenti in merito al rispetto della cosiddetta ordinanza balneare della Regione Puglia, che impone specifiche prescrizioni: dall'allestimento della nursery (un’area debitamente attrezzata con fasciatoio e scalda biberon) al dotarsi di un defibrillatore. E propone di fare chiarezza sulla differenziazione tra lidi muniti di concessione demaniale, che per legge sono tenuti ad offrire una serie di servizi, tra cui appunto la nursery per i piccini, il defibrillatore, il salvamento e gli accessi per disabili, e altri stabilimenti autorizzati solo a dare servizi di ristorazione (che forniscono sedie a sdraio e ombrelloni), non essendo obbligati a fornire le altre suddette assistenze. «Sarebbe importante fare chiarezza, perché nel caso di aree “attrezzate” sul mare sarebbe opportuno informare adeguatamente gli utenti dell’assenza di servizi essenziali come il salvamento, magari non con un semplice adesivo», sostiene Caradonna. 

 "Vorrei sapere se l’amministrazione comunale è intervenuta in qualche modo, magari verificando che gli stabilimenti balneari operanti sul territorio abbiano a disposizione, tra le dotazioni di primo soccorso anche un defibrillatore e, per l’intero periodo di apertura al pubblico, la costante presenza di personale abilitato all’uso di tale presidio sanitario», afferma.

 «È una mera questione di sicurezza, il Comune dovrebbe verificare a prescindere da specifiche competenze», sostiene ancora il consigliere, ancora a secco di risposte. «A pochi giorni dall'inizio dell'apertura della stagione balneare e con un’ordinanza della Regione Puglia, ad oggi non sappiamo se i lidi presenti sul territorio barese siano in regola o stiano perlomeno provvedendo a dotarsi di nursery e defibrillatore. Impensabile che l’amministrazione comunale non si preoccupi di informarsi in merito alle attività di verifica», prosegue Caradonna, che attacca il Comune anche per non aver partecipato al bando denominato Deep impact.

 

Il bando della Regione Puglia, ormai scaduto, finanziava l’acquisto di defibrillatori da parte delle amministrazioni comunali e i corsi di formazione per il personale preposto al loro utilizzo. «Il Comune di Bari non ha mai partecipato al suddetto bando, perdendo l'opportunità per distribuirli in uffici e strutture ancora sprovvisti del prezioso supporto salvavita», dice il consigliere mostrando i documenti.

Intanto, è in corso un altro bando della Regione Puglia, che mette a disposizione centomila euro per i medesimi scopi. «Mi auguro che adesso il Comune non si faccia sfuggire questa nuova opportunità con cui devolvere i macchinari a scuole e palestre», dichiara Caradonna.

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