NECROPOLI ALLO SBANDO CARADONNA: ASSURDO FAR PAGARE IL PEDAGGIO AI DISABILI PER RAGGIUNGERE IL PARCHEGGIO A LORO RISERVATO

“Di una gravità inqualificabile” queste le parole del consigliere comunale Michele Caradonna che punta il dito nei confronti dell'Amtab e dell'assessore Vincenzo Brandi detentore di ben otto deleghe tra cui quella dei servizi cimiteriali.
“Una follia unica e scellerata, contro ogni Legge in vigore” continua Caradonna che fa riferimento al pagamento di un “pedaggio” che le persone con disabilità in possesso del contrassegno CUDE sono costretti a pagare per poter raggiungere il proprio parcheggio riservato presente all'interno dell'area della necropoli barese.
Il consigliere Caradonna ricorda che la legge prevede che il parcheggio sulle strisce gialle riservato alle persone disabili è gratuito ma a Bari la persona disabile per poter raggiungere il posto riservato è costretto ad attraversare le sbarre posizionate da qualche mese da parte dell'Amtab all'interno della necropoli barese ovviamente l'uscita è consentita solo ed esclusivamente a chi paga il ticket alla cassa automatica. Non è solo un disagio economico, per una persona con disabilità senza accompagnatore ad esempio, il pagamento del ticket alla cassa automatica per poter accedere all'uscita può rappresentare un ulteriore ostacolo alla sua autonomia.
“Un atto ignobile allo stato puro indegno per chi dovrebbe amministrare in maniera responsabile e antidiscriminatoria. Questa è la città del turismo accessibile? Tutto questo è inaccettabile e qualcuno dovrebbero avere il coraggio di scusarsi. Tra l’altro questo è l’ultimo atto di una necropoli allo sbando da anni, destinataria di mie precedenti segnalazioni, denunce e interrogazioni.”
“Inoltre, invito tutti i cittadini con disabilità a conservare il biglietto che hanno pagato ingiustamente…. qualcuno dovrà risarcire non solo il biglietto ma il danno effettuato a tutta la categoria per questo vile trattamento”. “Sono a disposizione di tutti quei cittadini che si sentono lesi da questa angheria e/o che sono stati vittima di questa ingiustizia”.

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